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Napoli

Visita Napoli
 

La galleria Umberto I

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Visitare Napoli vuol significare immergersi in uno scenario di straordinaria complessità e bellezza: 2.500 anni di storia rappresentati e ricostruiti da testimonianze artistiche e architettoniche di enorme valore che, nell’attuale tessuto urbano, si incrociano, si sovrappongono e offrono al visitatore la possibilità di poter costruire un personale percorso e un proprio bagaglio di conoscenze e scoperte.

Ogni angolo della città custodisce opere di inestimabile valore artistico e storico. I Musei espongono collezioni di opere d’arte e reperti archeologici fra i più importanti e ricchi al mondo. Ma non c’è solo l’arte antica. La recente apertura di due contenitori di arte contemporanea (il PAN e il M.A.D.R.E.) all’interno di altrettanti bellissimi palazzi storici cittadini, ha offerto al visitatore, con le numerose mostre di artisti italiani e stranieri, l’opportunità di scoprire una riconquistata e mai sopita vivacità culturale.

Benvenuti a Napoli quindi, città d’arte magnificata da una straordinaria scenografia architettonica e paesaggistica, dal suo mare, dai mille colori, dalle mura e dai palazzi antichi, ma anche città con una lunga tradizione enogastronomica.

Benvenuti nel centro della città, dal quale potrete ogni giorno dirigervi verso un Museo, una strada, una Piazza, un Monumento, o passeggiare lungo il più grande centro antico d’Europa, vero e proprio Museo a cielo aperto, dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità.

 

Alla scoperta di Napoli

03_Casa_degli_Spiriti_300Napoli è una città affascinante, ricca di storia, cultura, arte, natura e tradizioni. La prima colonizzazione del territorio risale al IX a.C., quasi 3000 anni fa quando “mercanti e viaggiatori anatolici ed achei si affacciarono nel golfo per dirigersi verso gli empori minerari dell’alto Tirreno” e fondarono Partenope nell’area che include l’isolotto di Megaride (l’attuale Castel dell’Ovo) e il Promontorio di Monte Echia (l’odierna Monte di Dio e Pizzofalcone).

Napoli è anche una realtà complessa, un caleidoscopio di sensazioni ed emozioni che penetrano lo spirito e non possono che lasciare incantati i suoi visitatori. Non esiste una sola città, ve ne sono diverse, incastrate l’una nell’altra, realtà sovrapposte anche molto distanti ma legate da un invisibile filo comune. Partire alla scoperta di Napoli significa intraprendere un meraviglioso viaggio nell’animo umano e nelle sue infinite sfaccettature.

 

I luoghi

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Palazzo Donn’ Anna
Palazzi, chiese, strade, antiche fortezze e castelli in mezzo al mare, ma anche grotte naturali e luoghi carichi di mistero e misticismo che fanno di Napoli una tappa indimenticabile per ogni viaggiatore.

Non solo semplici palcoscenici, ma luoghi simbolo di questa città, parte integrante della sua storia, della mitologia e delle leggende che l’attraversano.

 

Castel dell’Ovo

Castel_dell__ovo_300_ombraSull’antico isolotto di Megaride sorge imponente il Castel dell’Ovo. Una delle più fantasiose leggende napoletane farebbe risalire il suo nome all’uovo che Virgilio avrebbe nascosto all’interno di una gabbia nei sotterranei del castello.

Il luogo ove era conservato l’uovo, fu chiuso da pesanti serrature e tenuto segreto poiché da ” quell’ovo pendevano tutti li facti e la fortuna dil Castel Marino”. Sull’isolotto di Megaride sbarcarono per la prima volta i Cumani (di origine greco-euboica) a metà VII secolo a.C. per poi fondare sul retrostante Monte Echia la città (o, quanto meno, un organizzato centro abitato) di Partenope, di cui nel 1949 è stata scoperta la necropoli in Via Nicotera 10, mentre si stavano scavando le fondazioni per la costruzione di un edificio che ha sostituito un altro distrutto dai bombardamenti dell’ultima guerra.

Sull’isolotto e sul Monte Echia, nel I secolo a.C., durante la dominazione romana, fu costruita la celebre villa di Lucio Licinio Lucullo, che, probabilmente, si estendeva con giardini e fontane fino all’attuale Piazza Municipio, come sembra dimostrare una struttura riportata alla luce dai recenti scavi sotto Castel Nuovo. Della ricordata villa rimangono i rocchi delle colonne nella cosiddetta “Sala delle Colonne” che, durante l’alto Medio Evo, fu adibita a refettorio di uno dei conventi che furono costruiti sull’isolotto e i resti di un ninfeo sulla terrazza di Monte Echia. Attualmente il Castel dell’Ovo è sede di mostre ed eventi.

 

Castel Nuovo

castelnuovo_ombraLa costruzione del Castel Nuovo, detto anche Maschio Angioino, iniziò nel 1279, sotto il regno di Carlo I d’Angiò, su progetto dell’architetto francese Pierre de Chaule. Per la sua posizione strategica il nuovo castello rivestì non solo le caratteristiche di una residenza reale, ma anche quelle di una fortezza. Fin dall’inizio esso venne chiamato “Castrum Novum” per distinguerlo da quelli più antichi dell’Ovo e Capuano.

Durante il regno di Roberto d’Angiò il Castello divenne un centro di cultura dove soggiornarono artisti, medici e letterati fra cui Giotto, Petrarca e Boccaccio. Agli Angioini successero gli Aragonesi con Alfonso I, che seguendo la scelta dei predecessori, fissò la sua dimora reale in Castel Nuovo iniziandone i lavori di ricostruzione e facendo innalzare all’esterno, fra la Torre di Mezzo e quella di Guardia, il grandioso Arco di Trionfo per celebrare il suo vittorioso ingresso nella città di Napoli.

Con gli Aragonesi si assiste al passaggio dal medioevale castello-palazzo alla fortezza di età moderna, adeguata alle nuove esigenze belliche e la zona intorno al Castello perde il carattere residenziale che aveva con gli Angioini. La struttura della costruzione aragonese risulta senz’altro più massiccia rispetto a quella angioina e rispecchia abbastanza fedelmente quella attuale, scaturita dai lavori di risanamento dei primi anni di questo secolo.

Alla fine del XV secolo i Francesi subentrarono agli Aragonesi; tale presenza non durò per molto tempo, in quanto i Francesi furono sostituiti a loro volta dai viceré spagnoli ed austriaci. Durante il periodo vicereale (1503-1734), le strutture difensive del castello, adibito ad un uso prettamente militare, vennero ulteriormente modificate. Con l’avvento di Carlo III di Borbone che sconfisse l’imperatore Carlo VI nel 1734, il castello venne circondato in varie riprese da fabbriche di ogni genere, depositi ed abitazioni.

Nel primo ventennio del XX secolo iniziarono a cura del Comune i lavori di isolamento del castello dalle costruzioni contigue; la validità di questo intervento scaturiva dal riconoscimento del valore storico e monumentale della fortezza e dalla necessità del recupero complessivo della piazza antistante. Attualmente il complesso monumentale viene destinato ad un uso culturale ed è, tra l’altro, la sede del Museo Civico.

L’itinerario museale si articola tra la Sala dell’Armeria, la Cappella Palatina o di Santa Barbara, il primo ed il secondo piano della cortina meridionale a cui si aggiungono la Sala Carlo V e la Sala della Loggia destinate ad ospitare mostre ed iniziative culturali.

 

Castel Sant’Elmo

Castel_S_Elmo_300_ombraLa grande mole tufacea del Castello sulla sommità della collina è uno dei luoghi più rappresentativi della città di Napoli.

L’attuale configurazione, con impianto stellare a sei punte, fu realizzata tra il 1537 e il 1547 su progetto di Pedro Luis Escrivá di Valenza, esperto architetto militare, al servizio del Viceré don Pedro de Toledo, come ricorda l’epigrafe posta sul portale d’ingresso.

 

 

Museo Aperto “le vie dell’arte” – il Centro Antico e i Decumani

Piazza_del_ges__300_ombraL’area del centro antico corrisponde al primo insediamento di Neapolis (V secolo a.C.) città nuova, chiamata così per differenziarla da Palepolis, o Partenope, città vecchia che sorgeva nella zona di Pizzofalcone.

L’impianto urbanistico di Neapolis aveva una struttura “a scacchiera” formata da tre grandi strade orientate da est a ovest, dette decumani: decumanus superior (via Sapienza, via Pisanelli, via Anticaglia, ecc.), decumanus maior (via Tribunali), decumanus inferior (via B. Croce, via S. Biagio dei Librai, ecc.) intersecate da una serie di strade di collegamento tra nord e sud chiamate “cardines”.

Il centro antico di Napoli riveste una notevole peculiarità rispetto a quello delle altre città italiane: qui sono presenti, infatti, le stratificazioni di epoche successive a partire dal periodo greco-romano fino ai nostri giorni.

 

 

 

Via Tribunali (Spaccanapoli)

via_tribunali_CastelCapuano_ombraL’itinerario inizia dalla vivace piazza Bellini, animata da caffè letterari, con lo scenografico fondale costituito dalla settecentesca scala in piperno che conduce all’ex convento di Sant’Antoniello a Port’Alba, ed al centro le mura greche di Neapolis del IV secolo a.C. Si snoda attraverso via San Pietro a Maiella, dove sorge il Conservatorio musicale, e via Tribunali con il cinquecentesco palazzo dei duchi Spinelli di Laurino, trasformato nel XVIII secolo dall’architetto Ferdinando Sanfelice.

Questa strada è caratterizzata dai portici medioevali del palazzo di Filippo d’Angiò (o dell’Imperatore), principe di Taranto e imperatore di Costantinopoli, dove si svolge un pittoresco mercato. L’attuale piazza San Gaetano sorge sull’area dell’Agorà greca e poi del Foro romano e resta ancora oggi il cuore “palpitante” della città antica.

A destra si apre la celebre via San Gregorio Armeno, famosa per le sue botteghe artigianali di pastori, fiori artificiali e presepi, affollatissima durante il periodo natalizio quando le varie “bancarelle” espongono la loro coloratissima merce. Di notevole interesse la sistemazione urbanistica di piazza Riario Sforza racchiusa tra la scalinata dell’ingresso secondario al Duomo, la grandiosa cupola della cappella di San Gennaro ed al centro la guglia più antica di Napoli dedicata al Santo.

Quest’area, un tempo utilizzata per i festeggiamenti esterni di San Gennaro venne immortalata in un celebre acquerello del pittore napoletano Giacinto Gigante. Al termine del Decumano Maggiore si erge l’imponente mole della reggia-fortezza di Castel Capuano, con l’antica porta di accesso alla città, ricostruita in forme rinascimentali.
Pio Monte della Misericordia

misericordiaIl Pio Monte della Misericordia è una Istituzione di beneficenza, ancora attiva, fondata nel 1602 da sette nobiluomini napoletani. Il seicentesco palazzo custodisce una delle più importanti raccolte private italiane aperte al pubblico: al primo piano, sono esposte, oltre che la prestigiosa collezione donata dal pittore Francesco De Mura, opere dal XVI al XIX secolo, tra cui Giordano, Ribera, Vaccaro, Stanzione. Di notevole rilevanza il dipinto eseguito da Caravaggio Le Sette Opere di Misericordia (1607), collocato nella Chiesa sull’altare maggiore.